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Silvia Gironda | Progetto Opera

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HR come Brand Ambassador, funziona?

  • HR

Un HR non è solo una parte integrante nel corretto funzionamento interno dell’azienda, ma è anche un vero e proprio “brand ambassador” dell’azienda stessa all’esterno, vediamo perché.

Chi è il brand ambassador?

Solo negli ultimi anni, con l’evoluzione della comunicazione e del marketing, viene definito il ruolo di brand ambassador nella maniera più specifica (non che prima non vi fosse, ma era una figura non ben delineata e definita). Può essere interno (il titolare è in primis brand ambassador della sua realtà, ma può essere un commerciale, la persona che segue il marketing e la comunicazione) oppure esterno all’azienda e il suo incarico è proprio quello di essere un vero e proprio ambasciatore o ambasciatrice (è interessante il suo significato che trovi ben spiegato nel sito della Treccani) del marchio.
Molte volte si tratta di una persona scelta direttamente dall’azienda o da un brand per rappresentarlo e/o promuoverlo (negli ultimi tempi questa figura viene molto spesso identificata con un/una influencer famosa che ha creato la propria immagine sui social network).  

I brand ambassador, che abbiamo visto possono essere interni o esterni, hanno il compito di svolgere principalmente 3 funzioni: 

  1. creare consapevolezza del marchio (sia all’interno della struttura aziendale che all’esterno)
  2. promuovere il brand (dall’utilizzo dei prodotti/servizi dell’azienda, alla rappresentanza pubblica)
  3. rappresentare il marchio in maniera coerente, sia online e offline 

Siamo stati abituati a vedere questo tipo di figura con persone famose come Chiara Ferragni, Lionel Messi, Serena Williams, che possono utilizzare le loro piattaforme e i loro canali social per raggiungere un ampio pubblico. Ma le cose cambiano quando si tratta di un’azienda.

Il brand ambassador dell’azienda

Rispetto ai casi citati nel paragrafo precedente tutto cambia quando si tratta di rappresentare un’azienda (qualsiasi sia la sua dimensione) specialmente nelle MicroPMI e nelle PMI in cui brand, valori e persone sono un tutt’uno, dal o dai titolari fino all’ultimo dipendente o consulente esterno. 
Detto che, ad oggi, ingaggiare un personaggio famoso può essere costoso per un’azienda ( può anche capitare di sbagliare la scelta oppure rivelarsi completamente errata per il target ) esso rappresenta solo un contatto tra l’impresa e il mercato finale ma non rappresenta l’essenza stessa dell’azienda, cosa che diversamente può essere rappresentata solo dai suoi componenti.

Nelle PMI (ma il ragionamento vale anche per le aziende di grandi dimensioni, con sfumature diverse) ogni singolo elemento è brand ambassador e rappresenta il volto dell’impresa nella brand reputation perché, anche inconsciamente, comunica all’esterno queste caratteristiche: 

  • Trasmette il clima aziendale, mostrando le sfaccettature dell’ azienda in maniera globale 
  • Si interfaccia con i clienti, lead e prospect, candidati, fornitori 
  • Genera contatti e relazioni per l’employer branding, abbassando il livello di turn over e aumentando la retention 

Come si può vedere, oltre ad una dimensione pubblica ed esterna che mette in luce positiva l’azienda verso clienti o potenziali tali, il brand ambassador interno svolge la funzione di consolidamento e creazione di relazioni volte anche all’employer branding, cosa che può risultare difficile per un ambassador esterno che non viene identificato come parte dell’azienda se non nel momento in cui ne promuove prodotti o servizi. 

Se tutti lo siamo già perché l’HR è così importante come brand ambassador?

L’HR oggi, a discapito di ciò che si pensa, è una delle figure cardine di brand ambassador per un’azienda.
Ma prima di vedere i motivi per cui questa figura è importante per il branding, dobbiamo ritenere questo ruolo strategico all’interno dell’azienda, e qui ne ho spiegato i motivi:

https://silviagironda.it/hr-figura-strategica-in-azienda/

L’HR, proprio per il ruolo strategico che ricopre, è la figura ideale per coltivare i rapporti che possono scaturire da una gestione corretta della fase di employer branding nata dal lavoro dei brand ambassador (figura che viene ricoperta anche dall’HR, ovviamente) in quanto si occupa di:

  1. Raccogliere nominativi,  
  2. Creare relazioni sane e durature nel tempo sia dentro l’azienda che fuori 
  3. Tenere monitorato il sentimento in azienda, evitando di ritrovarti una pila di dimissioni senza capire il perché 
  4. Usarlo come amplificatore del tuo mood aziendale, mostrandone i valori e di conseguenza attirando a te solo persone in linea 

Come realizzare queste attività?

• Con supporto interno tramite il tuo HR, che va formato e aggiornato e resa parte proattiva all’interno dei processi, affinché possa effettivamente essere in grado di trasmettere all’esterno e all’interno una comunicazione coerente (qui parlo della fondamentale importanza di avere un reparto HR sempre aggiornato: https://silviagironda.it/formazione-aziendale-limportanza-di-un-reparto-hr-formato-e-aggiornato/)
• Con supporto esterno tramite un/a consulente HR, che dopo aver effettuato un’indagine, compreso dinamiche interne e valori aziendali, costruirà una strategia di branding per attrarre persone in linea con la tua azienda 

E tu che ne pensi? Sei d’accordo con me su questi punti?
Se hai bisogno di approfondire e valutare degli interventi specifici sono disponibile a parlarne, compila il form qui sotto e incontriamoci.

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