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Silvia Gironda | Progetto Opera

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Perché i percorsi non lineari non sono un problema

  • HR

Nella tua vita lavorativa (e non solo) hai seguito percorsi di crescita non lineari? Nel mondo del lavoro non ti senti a tuo agio? Soffri di stati d’animo negativi dettati dalle tue scelte passate e dal presente che stai vivendo? Non preoccuparti, è tutto nella norma e questo non è un problema legato al tuo percorso non lineare.

Perché i percorsi non lineari non sono un problema?

Perché conoscendo a fondo sé stessi è possibile mettere un punto e dare delle svolte alla propria vita nell’ottica di un benessere psico-fisico che molte volte mettiamo in discussione entrando in loop emotivi nel campo negativo delle emozioni.

Una persona con un percorso non lineare, che si sente un pesce fuor d’acqua nel mondo del lavoro, può sperimentare una serie di stati d’animo negativi, tra cui: 

Insoddisfazione e frustrazione: la persona può sentirsi insoddisfatta della propria carriera, del proprio lavoro o della propria posizione sociale. Può sentirsi come se non avesse raggiunto i propri obiettivi o come se non stesse vivendo la propria vita al massimo. 
Ansia: la persona può provare ansia per il futuro, per la propria capacità di trovare un lavoro o per la propria capacità di avere successo nel mondo del lavoro. Può sentirsi come se fosse in una situazione precaria e non sapere cosa aspettarsi. 
Depressione: la persona può sperimentare sintomi di depressione, come tristezza, perdita di interesse nelle attività quotidiane e difficoltà a concentrarsi. Può sentirsi come se fosse bloccata e non sapesse come cambiare la propria situazione. 
Bassa autostima: la persona può sentirsi inadeguata o inferiore agli altri. Può sentirsi come se non avesse le competenze o le conoscenze necessarie per avere successo nel mondo del lavoro. 
Isolamento sociale: la persona può sentirsi isolata dagli altri, come se non appartenesse a nessun gruppo o comunità. Può sentirsi come se non avesse nessuno con cui condividere le proprie esperienze o i propri sentimenti. 

Questi stati d’animo negativi possono avere un impatto negativo sulla vita della persona, sia a livello personale che professionale, perché guardando le vite (apparentemente) “perfette” di coetanei o di persone che la circondano, possono sentirsi in difetto, credere di aver fallito su tutte le scelte fatte, non capire più che direzione prendere e sentirsi in un continuo stallo del “voglio cambiare, ma non ci riesco”.  

Sul lungo periodo, emozioni quali rabbia e paura possono portare a problemi di salute, a relazioni difficili e a difficoltà lavorative; si rischia di entrare in una sorta di ruota del criceto, in cui la rimuginazione la fa da padrona e governa tutti i tuoi pensieri. 

Ricorda che i pensieri e le parole che dici e ti dici non sono fumose, creano strutture cognitive all’interno della tua mente, come fosse una sorta di palazzo, il quale alla minima scossa può avere crepe o frantumarsi perché non ha basi solide. 

Quello che invece devi fare, è creare una base solida a livello personale, su cui poi andrai ad aggiungere mattoncino su mattoncino e non importa se nel corso del tempo vorrai cambiare uno o più mattoncini, perché la base solida rimarrà comunque intatta.  

Quindi hai mai pensato che anziché essere sbagliato/a tu, ti trovi nel posto sbagliato? 

È importante riconoscere questi stati d’animo e cercare di affrontarli in modo sano, perché per quanto il tuo percorso non lineare ti faccia sentire un pesce fuor d’acqua, sono percorsi ricchi di conoscenze, competenze ed esperienze, che si sommano le une alle altre e in corso d’opera possono variare la combinazione, cambiando l’ordine per essere più agevole e flessibile nei cambi, non più ristretto e rigido. 

Come uscire dal loop? 

Ci sono diversi modi per farlo, come: 

Parlare con qualcuno di cui ci si fida: può essere un amico, un familiare, un terapeuta o un coach professionale. 
Partecipare a gruppi di sostegno: esistono gruppi di sostegno per persone con percorsi non lineari o che si sentono pesci fuor d’acqua nel mondo del lavoro. 
Informarsi sulle opportunità di carriera: ci sono molte risorse disponibili per aiutare le persone a trovare un lavoro o a cambiare carriera come coach, consulenti e HR. 
Sviluppare le proprie competenze e conoscenze: investire nella propria crescita professionale può aiutare a sentirsi più sicuri e competenti. 

I percorsi non lineari sono decisamente più impegnativi da gestire, ma estremamente affascinanti e ricchi. Il fatto è che devi trovare la combinazione della cassaforte per sbloccarla. 

È importante ricordare quindi che non si è soli e che ci sono persone che possono aiutare in questo percorso, che andrà personalizzato proprio sulla storia non lineare della persona stessa per riuscire a valorizzarla e a mostrare che fuori da quel mondo di insoddisfazione e senso di colpa, c’è un mondo molto più grande e che apprezza quello che sei e che fai. 

Se hai necessità di costruire un percorso di crescita personale legato al mondo del lavoro e al tuo approccio ad esso, sono a tua disposizione per valutare insieme la migliore soluzione per te. Contattami attraverso il form e conosciamoci.

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