Il turnover aziendale rappresenta il ricambio del personale all’interno di un’azienda, ovvero il numero di dipendenti che lasciano l’organizzazione in un determinato periodo di tempo e vengono sostituiti da nuovi assunti. Questo fenomeno è naturale e fisiologico in ogni azienda, ma quando assume dimensioni eccessive può diventare un campanello d’allarme e trasformarsi in un vero e proprio turnover patologico.
Di cosa parlo in questo articolo?
Il turnover aziendale è il cambio di personale: un po’ è normale e può portare nuove idee e competenze utili. Però, se diventa troppo frequente, può creare problemi come perdita di produttività, cattiva reputazione e difficoltà a trattenere i dipendenti. Per capire se è un segnale d’allarme, si calcola il tasso di turnover; sopra il 15% conviene indagare. Le aziende possono ridurlo scegliendo meglio il personale, offrendo formazione, creando un ambiente di lavoro piacevole e ascoltando i bisogni dei dipendenti.
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Turnover fisiologico vs turnover patologico
Il turnover fisiologico è un fenomeno sano e positivo per l’azienda.
Infatti questa tipologia di turnover permette di:
1. Mantenere freschezza e dinamismo: l’ingresso di nuove risorse porta nuove idee, competenze e approcci, contrastando la stagnazione e stimolando l’innovazione.
2. Acquisire know-how differente: ogni dipendente porta con sé un bagaglio di esperienze e conoscenze uniche che possono arricchire l’azienda.
3. Sostituire naturalmente i dipendenti che raggiungono l’età pensionabile o che scelgono di cambiare carriera per motivi personali.
Le cause del turnover fisiologico sono spesso esterne all’azienda e non dipendono da problematiche interne.
Il turnover patologico, invece, è un segnale di malessere aziendale. Si verifica quando un numero eccessivo di dipendenti lascia l’azienda in un breve periodo di tempo, generando una serie di conseguenze negative:
- Difficoltà di reclutamento: la cattiva reputazione aziendale può disincentivare i potenziali candidati dall’invio della propria candidatura.
- Bassa retention del personale: i dipendenti in essere potrebbero essere demotivati e propensi a cercare nuove opportunità lavorative.
- Minore produttività: la continua rotazione del personale comporta una perdita di know-how aziendale e un calo della produttività.
- Danno alla reputazione: il passaparola negativo può danneggiare l’immagine aziendale sia online che offline.
Le cause del turnover patologico sono spesso interne all’azienda e possono essere riconducibili a:
- Scarsa selezione del personale: processi di selezione inadeguati che non permettono di individuare i candidati giusti con le competenze e il profilo culturale adatti all’azienda.
- Problemi di gestione del personale: carenze nella comunicazione, nella motivazione e nella valorizzazione dei dipendenti, scarso work-life balance, clima lavorativo negativo.
Come calcolare il turnover aziendale
Per capire se il turnover in azienda è fisiologico o patologico è importante calcolarlo.
Esistono diverse formule, ma la più comune è la seguente:
Tasso di turnover = (Numero di uscite / Numero medio dipendenti) x 100
Il numero di uscite è il numero di dipendenti che hanno lasciato l’azienda in un determinato periodo di tempo (ad esempio un anno). Il numero medio dipendenti si ottiene calcolando la media tra il numero di dipendenti all’inizio e alla fine del periodo considerato.
Un tasso di turnover fisiologico si aggira generalmente intorno al 5-10%. Un tasso superiore al 15% dovrebbe essere motivo di preoccupazione e indurre l’azienda ad analizzare le cause del fenomeno e ad intraprendere azioni correttive.
Cosa fare per contrastare il turnover patologico
Per contrastare il turnover patologico e promuovere un turnover fisiologico, le aziende possono mettere in atto diverse strategie:
- Migliorare i processi di selezione del personale: definire profili di ruolo chiari e accurati, utilizzare strumenti di valutazione adeguati, investire nella formazione dei selezionatori.
- Investire nella formazione e nello sviluppo del personale: offrire corsi di formazione, percorsi di crescita professionale, opportunità di aggiornamento continuo.
- Promuovere un clima lavorativo positivo: valorizzare i dipendenti, favorire la comunicazione e il lavoro di squadra, creare un ambiente di lavoro stimolante e sereno.
- Offrire retributive e adeguati: assicurare stipendi concorrenziali, benefit interessanti, flessibilità lavorativa.
- Ascoltare i dipendenti: raccogliere feedback attraverso sondaggi, colloqui individuali e focus group, per capire le loro esigenze e i loro problemi.
Conclusione
Il turnover aziendale è un fenomeno complesso che richiede un’analisi attenta e un approccio strategico. Le aziende che riescono a gestire il turnover in modo efficace possono trarne un vantaggio competitivo, migliorando il proprio clima lavorativo, la produttività e la reputazione.