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Silvia Gironda | Progetto Opera

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Dove pubblicare un annuncio di lavoro

  • HR

Un dilemma che attanaglia molte volte chi sta effettuando un lavoro di selezione: dove pubblicare l’annuncio di lavoro che ho creato perché sia visibile e ottenga candidature in linea con la mia ricerca?

In questi mesi, e tra i vari articoli che ho pubblicato, abbiamo visto come si deve costruire un annuncio di lavoro, quali sono le differenze tra job profile e job description e quali sono i principi delle 5 W da tenere sempre a mente per aprire un progetto di selezione. Ora che il nostro annuncio di lavoro è pronto, dove devo pubblicarlo?

Pubblicare un annuncio di lavoro non è un lavoro semplice (scusate il gioco di parole). Oltre a tenere a mente delle regole base per crearne uno che rispecchi sia i desiderata (caratteristiche professionali, tipologia di lavoro che si andrà ad occupare, livello retributivo, eventuali premi e riconoscimenti) dell’azienda che le aspettative del candidato, aver scritto correttamente l’annuncio (chiarezza della figura ricercata, compiti, rispetto delle norme di legge), chi si occupa di ricerca del personale deve aver chiaro anche dove andare a pubblicare l’annuncio elaborato.

Con l’avvento di internet, le possibilità in mano ad HR professionisti e reparti aziendali dedicati alle risorse umane di pubblicare e far conoscere le selezioni in atto si sono moltiplicate: da siti internet generalisti a quelli specializzati, dai social agli stessi siti web aziendali le possibilità sono infinite. Per questo motivo è necessario conoscere appieno questi strumenti e capire se possono fare al caso nostro per ospitare o meno i nostri annunci di lavoro.

Piattaforme dove pubblicare annunci di lavoro, categorie e pro/contro di ogni strumento

In questo paragrafo vediamo insieme quali sono le piattaforme che si possono utilizzare per la pubblicazione degli annunci di lavoro, quali sono i pro e i contro delle varie soluzioni in nostro possesso e come orientarci e far si che gli annunci (se scritti bene) ci portino ad assumere la persona giusta nel posto giusto!

Siti generalisti di annunci di lavoro come Indeed, Infojobs, Glassdoor, Jobrapido

Pro: Facili da utilizzare e spesso intuitivi, la registrazione è gratuita 
Contro: alcuni offrono la possibilità di inserire l’annuncio gratis, ma se non lo sponsorizzi, ottieni ben poco, perché il loro guadagno deriva proprio dalla pubblicazione e sponsorizzazione degli annunci, oltre che di ricerca profili nel database 

Siti web specializzati come Almalaurea, Cercosocio, Fiverr  

Pro: Se la tua ricerca riguarda un settore specifico, esistono siti web dedicati che possono aiutarti a raggiungere un pubblico di candidati qualificati 
Contro: sono più di nicchia, spesso sconosciuti e quindi devi impegnare più tempo nella ricerca 

Social media come Linkedin, Instagram, Facebook 

Pro: pubblico più ampio, possibilità di targetizzare una sponsorizzata, utilizzare hashtag, rendere gli annunci più creativi e dinamici per attirare l’attenzione 
Contro: necessitano di costanza, pazienza, creatività e competenza per creare strategie di employer branding e reclutamento efficaci. I social sono molto efficaci, ma il tuo contenuto e l’attenzione del fruitore spesso sono volubili 

Sito web aziendale

Pro: avere una propria Career page sul sito e creare un database di utenti interessati fin da subito, agevolando il processo di interazione e assunzione 
Contro: creare una sezione “Lavora con noi” richiede delle conoscenze e competenze in ambito HR per rendere l’annuncio efficace da subito 

Tre punti da tenere in considerazione quando pubblichi un’offerta di lavoro

Dopo aver selezionato i canali tra quelli di cui ti ho parlato sopra (o altri che hai riscontrato utile alle tue esigenze, ce ne sono infatti migliaia su internet) è bene tenere a mente questi tre punti legati a dove pubblicare un’offerta di lavoro:

  1. Ricordati che è possibile pubblicare in contemporanea su più canali
    Basta scegliere quelli adeguati, pubblicare su tutti allo stesso momento, senza aver pianificato una strategia preventiva non porta risultati!
  2. È necessario testare le varie piattaforme perché tempi e modi sono variabili in base al periodo e al tipo di figura ricercata

    Scelta la/le piattaforme in cui ritieni opportuno pubblicare il tuo annuncio di lavoro è necessario tenerle monitorate e testare le varie soluzioni. Può essere che in un preciso momento una piattaforma performi meglio di un’altra, ma questo varia anche in base al periodo dell’anno in cui pubblichi il tuo annuncio (es. in piena stagione turistica è difficile trovare candidati in linea con la ricerca in quanto magari già assunti in altre realtà, è più facile incontrare la richiesta in altri momenti dell’anno)
  3. L’annuncio è la vera punta di diamante: scrivine uno che blocchi lo scroll e faccia venir voglia di inviare il CV
    Non sto dicendo niente di nuovo, è l’annuncio di lavoro per come è impostato e scritto ad attirare i potenziali candidati. Ne ho parlato qui.

“Ho pubblicato il mio annuncio di lavoro, ora devo solo attendere l’arrivo delle candidature”

No, questa frase è proprio sbagliata nel concetto.
L’aver pubblicato il tuo annuncio di lavoro è solo uno degli step della fase di ricerca attiva di candidati. Dopo aver pubblicato dovrai monitorare i risultati, confrontare i dati che mano a mano raccoglierai (richieste, CV arrivati, diffusione dell’annuncio, eventuali commenti e contatti generati, ecc.) per visionare se l’obiettivo e l’annuncio stesso sono stati centrati dalla tua pubblicazione. 
E se i dati non fossero positivi allora c’è solo una cosa da fare: rimboccarsi le maniche e controllare tutto il processo per arrivare a ricevere CV in linea con l’annuncio e soprattutto portare al colloquio candidati ideali per la posizione lavorativa che è vacante in quel momento.

Ti sembra difficile tutto questo iter da fare da solo?


Nessun problema, il mio lavoro è proprio questo: aiutare le aziende a trovare i candidati ideali per loro.
Contattami dl form qui sotto, beviamoci un caffè insieme e valutiamo come posso essere utile per la tua organizzazione!

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